Donna Conturbante

Elisa Lorenzelli Scultrice

Cenni Biografici

La scultrice nasce a Piombino (LI) il 13/02/1983. Le intense esperienze della Lorenzelli denotano un talento che ha già raggiunto quella consapevolezza espressiva tipica degli artisti più maturi.
L’artista si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara, specializzandosi in scultura del marmo ma anche metalli, gesso e creta.Conclude gli studi presentando una tesi di laurea dal titolo “Moore e Arp:due protagonisti dell’astrazione organica”.
Se Arp e Moore possono essere considerati i maestri storici ai quali la Lorenzelli si lega per un’impostazione mentale della visione spaziale dell’oggetto scultoreo, senza dubbio la guida che più ha influito sulle scelte stilistiche del la giovane artista è il professor Francesco Cremoni, docente di marmo presso l’Accademia di Carrara. Spetta a lui infatti il merito di aver aiutato la Lorenzelli ad acquisire padronanza e scioltezza nell’uso della linea e concepire il marmo come materia viva, pronta a sprigionare il proprio fuoco interiore sotto le mani dell’uomo che la plasma. La giovane artista vanta ad oggi un curriculum professionale ricco di riconoscimenti e partecipazioni a concorsi, mostre collettive e personali. Ricordiamo le esposizioni presso la galleria B. Haasner a Wieshaden (Germania) e presso l’Art Center Berlino, entrambe del 2006, per non dimenticare le innumerevoli partecipazioni a rassegne d’arte locali (Piombino, Livorno, Castagneto Carducci, Bibbona, Donoratico..).

Un moderno classicismo

Difficilmente le opere della Lorenzelli seguono un impulso immediato che si traduce direttamente in marmo e questo aspetto è da ritenere di vitale importanza poiché preannuncia un progetto mentale che nasce dall’istinto creativo e che si depura mano a mano che l’artista traduce il bozzetto in opera finita. Questa genesi ci conduce a focalizzare l’attenzione su un punto: l’estrema levigatezza , quasi vellutata della scultura che dichiara così all’osservatore il profondo legame tra un’impostazione classica del concepimento e la sua rilettura in chiave del tutto contemporanea. Il pensiero non può che approdare al classicismo canoviano e a quella fase della “invenzione” e “disposizione” tipica degli schizzi preparatori e dei bozzetti, resi con tecnica vibrante e sommaria che però costituiva solo il preambolo di quella “esecuzione sublime”, perfettamente rispondente all’idealizzazione del puro dato sensoriale.


La linea e la forma

Lo studio della linea e della forma costituisce l’elemento fondamentale per comprendere le basi della genesi dell’opera d’arte di Elisa Lorenzelli. Potremmo infatti definire le sue sculture come forme organiche bidimensionali racchiuse in un gioco di linee sinuose e morbide. L’approccio alla realtà è sicuramente di natura empirica e procede poi per astrazioni sino a raggiungere una sintesi formale che non perde mai di vista il legame con l’elemento natura ma riesce a trasporlo in un concerto di armonie lineari. Il corpo umano è sicuramente una delle fonti principali d’ ispirazioni per la scultrice ed in particolare le rotondità femminili divengono protagoniste attraverso dei richiami enfatizzati alle forme prosperose della donna. All’elemento umano si accosta anche quello legato al mondo animale ed anche in questa circostanza la scultrice si lega alla rappresentazione di una fauna “dolce e morbida”.

Cinzia Minuti - Critico d'arte