Elisa Lorenzelli

Elisa Lorenzelli Scultrice



"l'art doit se perdre dans la nature" Jean Arp

La scultura più delle altre espressioni artistiche è figlia di un’intuizione riservata a poche anime. La capacità di ritrovare e ritrovarsi, in senso puramente estetico, nel blocco di marmo o nel ferro, nella materia, ha come fine un omaggio prezioso del quale tutti possono godere: donare il contenuto a una forma che è da scovare, da portare in superficie. Il senso della scoperta è ciò che distingue il tratto delle opere di Elisa, sinuose come il tormento dell’animo umano e armoniose come le onde che tormentano il mare. Elisa Lorenzelli nasce nel 1983 a Piombino, in Toscana. Fin da giovanissima apprende le tecniche della lavorazione della ceramica e del marmo, terminando il periodo di formazione presso l’Accademia delle Belle Arti di Carrara. La sua attività, segnata da un esordio precoce, è un lavoro continuo ispirato dalle opere di artisti come Arp, Signori, Viani e Tarabella. Si ritrovano lungo il percorso artistico, disseminato dall’uso di materiali diversi tra i quali cemento, ferro, creta e ceramica, i segni di un’arte che comunica in modo diverso lo stesso messaggio. Segni distintivi che derivano da una solida formazione maturata senza mai dimenticare la tradizione artigiana di famiglia, frutto di una sensibilità poetica e di un senso sacro delle forme antiche, dolci e forti, così come la terra e il mare che gli hanno dato i natali. Queste le impronte di una natura presente nell’animo di Elisa, che la inquadrano in un neo animismo tipico di chi riesce a interiorizzare la forza generatrice e gli umori di una terra dove è la natura il tratto essenziale del paesaggio. Questo ciò che si avverte non appena si osservano le opere della giovane artista toscana. In questo senso si può considerare interprete originale e contrapposta dell’essere e del sentirsi donna. Artista che dedica la sua opera e la vita all’astrazione organica, lambendo il confine col Dadaismo,in lontane di nostalgie e di un senso estetico apparentemente lontane dal dibattito della scultura contemporanea, che ne fanno la rappresentante autorevole di un immaginario artistico in divenire tra natura e modernità.

Jacopo Bertocchi - Assesore alla Cultura Comune di Campiglia Marittima


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